Domanda veramente comune da parte di figli alla disperata ricerca di una sistemazione per i loro cari è: Siete convenzionati?
Ancora c’è la convinzione che laddove l’Anziano non arrivi con la propria pensione a coprire la retta della struttura, possa intervenire il comune di residenza a patto che la struttura sia convenzionata.

Purtroppo con gli ultimi tagli fatti dal governo non è più cosi dal 2015 con il “nuovo Isee” conteggia come reddito dell’assistito anche la pensione di invalidità, l’indennità di accompagnamento la prima casa,ed addirittura nel caso in cui il richiedente abbia donato a qualsiasi titolo un immobile nei tre anni precedenti alla richiesta di ingresso in struttura ad uno dei seguenti parenti: coniuge, figli, genitori, generi, nuore e suoceri compresi verra esso conteggiato ugualmente in base alla rendita catastale. Verra tenuto conto perfino l’Isee dei figli almeno che non si tratti di figli invalidi. Infatti, per stabilire la retta da pagare nelle strutture residenziali assistite a differenza degli anni passati si prende in considerazione il reddito dichiarato da tutto il nucleo familiare del degente pur non essendo nello stesso stato di famiglia, composto – oltre che dall’assistito – dal coniuge, dai figli minori di anni 18, nonché dai figli maggiorenni Il reddito dei figli non conviventi e non inseriti nel nucleo familiare del richiedente sarà dunque calcolato ai fini ISEE per il calcolo della retta da pagare.
Ad oggi nelle Rsa e case di riposo convenzionate a Roma cosi come nel Lazio le spese delle prestazioni propriamente sanitarie fornite, sono rimborsate alla struttura dal Servizio sanitario ma le spese che esulano dalle prestazioni mediche e infermieristiche, come per esempio il vitto, la pulizia dei locali, il servizio di lavanderia, definite retta alberghiera, sono coperte – salvo casi particolari – dagli assistiti con il loro reddito.
La figlia di una signora ricoverata in una Rsa in provincia di Roma racconta da fonte carriere della sera: «Mi hanno chiesto 58,70 euro al giorno per la retta alberghiera, invece dei 21,70 che pagavo l’anno scorso, e con effetto retroattivo a partire da gennaio, da quando è entrato in vigore il nuovo Isee (Indicatore della situazione economica equivalente, ndr). Hanno calcolato come reddito l’indennità di accompagnamento e l’assegno di invalidità civile di mia madre, così ho superato il tetto per avere il contributo del Comune e ora dovrei pagare circa 1.800 euro al mese.
Sono molte le testimonianze di dissenso ai nuovi tagli da parte di figli con genitori Anziani che pur avendo pensioni da fame non hanno diritto ai sussidi comunali perché proprietari di immobile che gli fa reddito o i figli hanno comunque un Isee alto, allora che fare qual è la pretesa da parte dello stato, vendiamo casa perché l’Anziano possa avere le giuste cure? Come potrebbero poi intervenire i figli quando nella maggior parte dei casi si arriva a pelo a fine mese? Nelle società passate era tutto più semplice, le famiglie erano veramente numerose e tutti di comune accordo partecipavano al mantenimento degli Anziani genitori. Altrettanto non si può dire dei giorni nostri, dove le famiglie striminzite, sgretolate e sazie di problemi propri quando possono cercano di evitare ulteriori accolli di responsabilità a discapito di fratelli più coscienziosi che si ritrovano soli ad affrontare l’enorme problema di avere un genitore Anziano che ormai non può più stare da solo.
Ad oggi dal gennaio 2015 lo scenario delle strutture per Anziani convenzionate è totalmente cambiato, anch’esse in profonda crisi, costrette a tagli e riduzione del personale, già comunque ridotto ai minimi termini, di controparte gli Anziani lasciati sempre più soli dalle istituzioni devono necessariamente mettersi alla ricerca di una giusta sistemazione, con un buon rapporto qualità prezzo. Di certo nelle città metropolitane come Roma i prezzi sono direi quasi inaccessibili ma se ci si sposta in paesi subito prossimi, tutto diventa più ragionevole mentre il rapporto qualità prezzo sale in maniera sostanziale.
Prendiamo ad esempio i prezzi delle case di riposo ad Anzio hanno una media di 1500,00 servizi inclusi, contro un minimo di 1800,00 euro delle case di riposo convenzionate per il pagamento del solo cosiddetto servizio di albergaggio. Vediamo allora laddove è possibile di cercare la sistemazione più consona e vicina alle esigenze dei nostri cari Anziani genitori, possibilmente orientate la vostra ricerca su strutture più piccole più familiari e meno ospedaliere possibili, che abbiano un massimo di 12 ospiti, residenze dove si respiri calore umano e voglia di vivere la vita in allegria se a tutto ciò si aggiunge che non è una zona estremamente lontana dagli affetti, dagli amici o semplicemente dal passato vissuto.Tenendo presente poi il rapporto di numero che c’e fra personale ed Anziani ospiti.